lunedì 21 ottobre 2019

Le sorgenti pietrificanti nel parco di Montevecchia (LC)


L’habitat delle sorgenti petrificanti è rappresentato da ruscelli, con presenza costante di acqua corrente, in cui avvengono fenomeni di travertinizzazione, cioè di formazione di travertini. I travertini sono una roccia porosa, formata dalla precipitazione del carbonato di calcio (calcare) di cui sono ricche le acque sorgive, che lo acquisiscono durante la permanenza nel sottosuolo.
Una volta venute a giorno, le acque tendono a depositare parte del calcare su tutte le strutture con cui vengono a contatto, rivestendo così con patine via via più spesse le rocce, i sassolini, le foglie, i pezzi di legno, i muschi.
Questo fenomeno viene facilitato dalla presenza di cascatelle e di muschi, che con meccanismi fisici e biologici accelerano la perdita di anidride carbonica da parte delle acque, e quindi la precipitazione del calcare.Il fenomeno avviene quindi con modalità molto differenti rispetto a quanto si può osservare in molte stazioni del centro e sud Italia, ove è legato al termalismo.
All’habitat è stato dato il nome di una comunità di Muschi (Cratoneurion) particolarmente importante per il fenomeno di travertinizzazione.Nelle condizioni più favorevoli si formano ammassi più grossi ed articolati, quali il sistema a vaschette e cascate, costituito da una vasca di ritenzione (pozza), seguita verso valle da una cascata in accrescimento, quindi da una marmitta ed un accumulo finale.
Il fenomeno di travertinizzazione diminuisce progressivamente allontanandosi dalla sorgente, conseguentemente alla precipitazione del calcare, fino a scomparire del tutto dopo alcune centinaia di metri.All’interno del Parco di Montevecchia e della Valle del Curone, gli habitat delle sorgenti petrificanti si ritrovano in tutta l’area delle colline calcaree, nel tratto iniziale dei ruscelli caratterizzati da presenza costante d’acqua.Le ricerche effettuate nell’ambito del Progello LIFE Natura hanno evidenziato che questi ambienti hanno nel Parco una diffusione molto maggiore rispetto a quanto inizialmente conosciuto. Le condizioni ambientali che si osservano nel Parco appaiono inoltre sostanzialmente differenti da quanto è stato osservato nei Cratoneurion a nord delle Alpi, ove il fenomeno avviene in genere in spazi aperti, su corsi d’acqua di maggiori dimensioni, molto differenti dai ruscelli interni ai boschi presenti nel Parco.



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